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AM B DESTRO

Cari allenatori del FantaDal,

sono rimasto un po’ fuori -come accaduto più volte quest’anno- dalle polemiche del Derby d’Italia che, a dire il vero, ho guardato solamente a spizzichi e bocconi. Forse è stato meglio così. E’ stata una settimana altalenante e faticosa a partire dalla scomparsa di un mio mito adolescenziale, James Van der Beek, al secolo Dawson Leery della omonima serie televisiva “Dawson’s Creek”.

Quando Italia 1 iniziò a dare le puntate della prima stagione, io e Luca D’Alì (in arte Ocean’s 11) avevamo già alle spalle alcuni anni di fantacalcio nella classe del Lussana. Ero televisivamente affezionato al biondo protagonista del teen drama per una serie di motivi. Nato il mio stesso giorno (solo due anni prima), mi riconoscevo nel carattere positivo e romantico del protagonista (che ho capito poi essere anche quello dell’attore reale). Le sue vicende -lunghe sei stagioni- mi hanno accompagnato fino alla fase adulta con un tocco di poesia e teatralità che non guasta mai nella vita e che ha sempre fatto parte di me.

Mi ricordo ancora la messa in onda (in chiaro) dell’ultimo episodio. In quel tardo pomeriggio avevamo il ritiro dei catechisti dalle suore e il giorno dopo avevo un esame tosto in università. Scappai dall’asilo delle suore subito dopo cena, non per tornare sui libri a studiare. Perché a casa davano l’ultimo, imperdibile capitolo: chi avrebbe scelto Joey Potter tra Dawson e Peacey?

Tutti (o quasi) conosciamo il finale. Lo ammetto: sono stato deluso, perché il mio tifo pendeva inesorabilmente da una parte. Perché ci sono storie che sono destinate ad intrecciarsi in maniera indissolubile. E sogni capaci di mantenere vive le persone. Per cui ho sempre agognato una reunion, una puntata speciale a distanza di anni, dove lo sceneggiatore Kevin Williamson potesse scrivere un finale diverso, che sancisse in maniera definitiva l’amore terreno tra Dawson e Joey. Questa speranza rimarrà per sempre nel cuore. A ricordarmi che non tutto va come desideriamo. Che oltre la finzione c’è il dramma di una famiglia che ha perso troppo presto il suo papà. Che la vita, a volte, è come la simulazione di Bastoni. Forse ingiusta. A volte irritante. Ma val la pena sia vissuta.

L’ultima puntata del telefilm è costruita in due atti, o episodi. Nella prima parte, gli amici della serie si ritrovano a Capeside per il nuovo matrimonio della madre di Dawson. Pacey, al termine della serata conviviale nel suo locale, viene pestato da un uomo e la sua combriccola perché ha una relazione sessuale con la moglie. Bastoni ha ricevuto insulti e minacce? Vedrete che imparerà la lezione.

Jen perde i sensi sulla pista da ballo durante la festa nuziale. Svelerà di essere in fin di vita per un grave problema cardiaco. Un po’ come La Penna, che si è ritrovato con la sua Dacia Sandero a correre il Gran Premio di Monza. Avrebbe potuto cambiare vettura e salire su una McLaren. Non ha voluto, convinto di vincere con la Sandero e le sue abilità alla guida. Ci sono cose che non è difficile immaginare. Adesso è costretto a casa? Troverà un ambiente più consono alle sue capacità.

Finisce con la vittoria di Pacey, che sul divano dell’appartamento newyorkese in compagnia di Joey, osserverà in televisione l’ultima puntata del telefilm "The creek" diretto e prodotto proprio da Dawson Leery. I due piccioncini poi chiameranno l’amico al telefono per complimentarsi per lo splendido finale. Un po’ come Inter-Juve di domenica sera. Partita combattuta. Ha vinto l’Inter. Ha perso la Juve.

E mentre scorrono negli ultimi secondi alcuni flashback che mostrano gli amici adolescenti camminare spensierati sulla spiaggia e la serie si chiude, alla fine penso che non esistono buoni e cattivi.

Solo finali che ciascuno può scrivere a modo suo.

Ciao Dawson Leery. Che la terra ti sia lieve.